dalla cronaca di Bologna di lunedi' 25 aprile 1966


Un nuovo volto della gioventu' bolognese

FURIOSA BATTAGLIA TRA "BEAT"

Scontro a colpi di catene alle porte di un locale - Ragazzi feriti ma nessuno e' ricorso alle cure dei sanitari di un ospedale - L'intervento dei carabinieri

Western l'altra notte nelle strade attorno a un locale da ballo in una laterale di San Donato: un centinaio di ragazzi, in massima parte dai sedici ai diciotto anni, si sono picchiati selvaggiamente con bastoni, catene, pugni di ferro, pezzi di lamiera. Si sono picchiati per oltre un'ora ed hanno abbandonato il campo soltanto all'arrivo dei carabinieri del radio mobile, giunti a sirene spiegate su segnalazione di alcuni cittadini.
Un episodio piu' che da vecchio West da nuova Londra, a giudicare dalle cronache periodiche sugli scontri fra giovani riguardanti ormai non solo i malfamati slums, Da noi siamo agli inizi; e' questa la prima volta, infatti, che una notizia del genere giunge alle nostre orecchie; i teen agers selvaggi sono anche fra noi. Gli arrabbiati, i giovani dai lunghi capelli e dalle giacche stranamente istoriate, dalle catene al collo come rosari di violenza, dalle giovani compagne in blu jeans frangiati al ginocchio con gli avidi innocenti occhi ampiamente bistrati, che pensavamo limitati alle largamente complessate societa' nordiche si stanno scatenando anche nello nostra vecchia, grassa, gaudente Bologna che sembrava immune dal morbo dei moods e dei rockers.
Li avevamo visti, i lunghi criniti, affollare non piu' di due sabati orsono il Palasport in una manifestazione musicale, ma erano sembrati la brutta copia dei selvaggi d'oltre frontiera. Ieri sera hanno fatto sul serio, anche se in definitiva l'episodio si potrebbe ricondurre ad una di quelle battaglie fra "balle" che si sono verificate anche da noi in ogni tempo.
Nel locale, a quanto sembra non si puo' entrare se non si e' in possesso di una medaglia caratteristica, una specie di metallica parola d'ordine distribuita soltanto ai seguaci dei Judas, l'unico complesso musicale bolognese che si sia affermato sul piano nazionale nel campo beat. Come i capostipiti i giovani fanatici portano i capelli lunghi e catene al collo; non catenelle d'oro con l'immagine sacra che la mamma gli ha messo il giorno del battesimo, ma catene pesanti, di ferro, di quelle che una volta si usavano per tirare su i secchi dai pozzi.
Dunque o medaglia o niente ballo. Qualche giovane di altro rione provo' a ribellarsi una decina di giorni addietro, ma dovette rinunciare sotto la minaccia di quelle catene agitate minacciosamente. Questo e' stato il prologo ai fatti dell'altro ieri. I giovani respinti, infatti, hanno deciso di vendicarsi, hanno fatto parola coi loro amici e la spedizione punitiva e' stata concertata. Auto, moto, motorette, biciclctte, autobus hanno, trasportato l'altra sera al locale da ballo una sessantina di giovani decisi a vendicare l'onta patita dagli amici, All'ingresso della sala da ballo sono stati respinti perché privi della "medaglia d'ordine" e allora la zuffa si e' scatenata.
Dalla sala, la battaglia si e' portata sulla strada, da qui sulla piu' larga via San Donato che e' stata per un certo tempo interrotta al traffico. Con ogni mezzo i giovani se le sono date per circa tre quarti d'ora e sembra che particolarmente sia stato preso di mira il capo dei lunghicriniti contro il quale si appuntavano maggiormente le ire dei vendicatori e quindi si moltiplicavano gli sforzi.
La battaglia, alla quale assistevano le ragazze esaltate e un certo numero di cittadini impotenti a intervenire, si e' protratta dalle 21,45 fin verso le 23 quando appunto sono arrivati i carabinieri. Sul posto pero' hanno trovato soltanto gli spettatori; i protagonisti della rissa molti con i sanguinanti segni dei colpi ricevuti, se la erano data a gambe giurando ognuno vendetta. Nessuno ha fatto ricorso alle cure dell'ospedale anche se sembra che per qualcuno il ricovero sarebbe stato assolutamente necessario.